Nei processi di estrusione della plastica, la miscelazione uniforme rappresenta un fattore fondamentale che determina la qualità del prodotto. Ciò diventa particolarmente cruciale quando si incorporano masterbatch di colore a bassa percentuale, dove il backmixing, ovvero la miscelazione assiale in controflusso dei materiali, gioca un ruolo essenziale. Il processo richiede che le particelle del masterbatch subiscano una drastica riduzione delle dimensioni, passando da una scala millimetrica a quella micrometrica all’interno dell’estrusore, presentando sfide di miscelazione straordinarie.
La miscelazione dell'estrusione mira a ottenere una distribuzione omogenea dei componenti, garantendo caratteristiche di prodotto coerenti come colore e proprietà meccaniche. Quando si aggiungono masterbatch a bassa concentrazione, la separazione iniziale delle particelle può superare i 100 mm. Per ottenere una colorazione uniforme, lo spessore finale della striatura deve raggiungere la scala micrometrica, una riduzione di cinque ordini di grandezza che richiede un'eccezionale capacità di miscelazione.
L'analisi tradizionale si concentra sulla miscelazione trasversale (all'interno della sezione trasversale del canale della vite), governata dalla velocità di taglio di Couette:
γ = πDN/H
Dove D = diametro del cilindro, N = velocità della vite, H = profondità del canale. Le velocità di taglio tipiche (50-100 s⁻¹) combinate con tempi di residenza di 20 secondi producono 1.000-2.000 unità di deformazione di taglio totali, sufficienti per una riduzione della striatura di tre ordini ma spesso inadeguate per l'uniformità visiva.
La miscelazione assiale (backmixing), al contrario, è un flusso guidato dalla pressione lungo l'asse dell'estrusore. Comprendere questo meccanismo si rivela fondamentale per ottimizzare la progettazione delle viti.
Per i fluidi a legge di potenza (τ = m(γ')ⁿ), la velocità adimensionale φ=v/vmax si riferisce alla coordinata adimensionale ξ=2y/H come:
φ = 1 - |ξ|^((n+1)/n)
I fluidi newtoniani (n=1) mostrano profili di velocità parabolici con taglio pari a zero sulla linea centrale, creando zone morte di miscelazione. Al diminuire di n (comportamento di assottigliamento del taglio), i profili si avvicinano al flusso a pistone, espandendo le regioni a basso taglio e complicando il rimescolamento.
L'analisi RTD rivela come variano i tempi di permanenza del materiale all'interno dell'estrusore. Per il flusso di pressione basato sulla legge di potenza tra piastre parallele:
v(y) = v_max * [1 - (2|y|/H)^((n+1)/n)]
La funzione RTD esterna f(t)dt deriva dalla distribuzione della velocità, dimostrando che un maggiore assottigliamento del taglio (n inferiore) restringe l'RTD, riducendo l'efficienza del backmixing. Modello RTD a vite singola di Pinto-Tadmor per fluidi newtoniani:
F(θ) = 1 - (1 - θ)²(1 + 0,35θ + 0,135θ²)
dimostra come la geometria delle viti limiti ulteriormente gli scenari RTD rispetto a quelli a piastre parallele, sottolineando le sfide del backmixing.
I problemi principali derivano dal taglio assiale vicino allo zero nei centri dei canali delle viti. Le soluzioni efficaci includono:
Il backmixing rimane l'attività di miscelazione più impegnativa dell'estrusione a causa del taglio assiale intrinsecamente basso, in particolare nei centri dei canali e con materiali che assottigliano il taglio. Il raggiungimento della riduzione della striatura di cinque ordini richiede dispositivi di miscelazione avanzati (come miscelatori inside-out o CRD) o una riduzione della striatura iniziale attraverso modifiche delle materie prime. Le innovazioni future potrebbero combinare l’ottimizzazione geometrica con tecniche avanzate di movimentazione dei materiali per superare queste sfide persistenti.